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Archive for April, 2010

Facebook contro il Sailor Jerry’s


29 Apr

E sì, questa volta facebook punta il ditto contro un Rum, stiamo parlando del Sailor Jerry’s un rum usato in tutto il mondo per la creazione di cocktail, e da poco importato anche in Italia da Velier.

Ben 15.292 fan hanno infatti protestato contro la First Drinks produttrice del Rum perché da febbraio il Sailor Jerry’s è stato rivisitato nell’aroma, il risultato è stato un rum meno dolce e senza più i tipici aromi di vaniglia e lime. La cosa non è andata giù ai consumatori (molti di essi sono bartenders) ed è stato prontamente creato un gruppo di protesta su facebook, che tra l’altro ha più del doppio degli iscritti del gruppo legato al rum stesso.

La First Drinks per ora non ha però voluto sentire ragioni, spiegando che questo è semplicemente un ritorno alla ricetta orginale e che questi cambiamenti li renderanno molto più versatile nell’utilizzo nei cocktail, mostrando inoltre i risultati dei test effettuati prima del lancio su consumatori professionali e non.

A questo punto attendo di trovarlo nei bar per una bella recensione.

Le recensioni di Rum Time


28 Apr

I rum sono di diversa provenienza, di diverso colore, di diversa gradazione, e vengono prodotti con materie prime differenti, eppure tutti i rum hanno in comune un calore e un insieme di profumi che lo rendono un distillato unico. In questa sezione Rum Time proverà ad illustrare e spiegare i pregi ed i difetti di tutti i rum, che siano essi Rum, Rhum o Ron.

Risultati Ultimate Beverage Challenge


28 Apr

Lo scorso marzo all’Astor Center di  New York City si è tenuta l’annuale edizione dell’Ultimate Beverage Challenge la “competizione” dedicata al mondo dei distillati, in realtà la gara è limitata ai soli distillati che hanno un importatore ufficiale negli Stati Uniti, quindi alcuni nome, anche eccellenti, non erano in gara.

I distillati sono stati divisi in 15 categorie, le più importanti riguardavano Rum, Scotch Whisky, Cognac, Armagnac, Grappa, Vodka.

In particolare per quanto riguarda i rum erano poi classificati in 17 sotto categorie, le più importanti:

  • Oak-Matured 1-5 years White Rhum Agricole/Sugarcane Juice
  • Oak-Matured 5+ years Dark Rhum Agricole/Sugarcane Juice
  • Dark/Gold Oak-Matured 1-5 years Rum/Ron Molasses
  • Dark Oak-Matured 6-10 years Rum/Ron Molasses
  • Dark Oak-Matured 11-15 years Rum/Ron Molasses
  • Dark Oak-Matured 15+ years Rum/Ron Molasses

Il panel di giudici era composto da grandi nomi del panorama mondiale, e tramite un scheda valutativa creata appositamente per il UBC rilasciavano un giudizio da 0 a 100.

I grandi vincitori della sezione rum sono stati il Mount Gay 1703 Old Cask Selection Rum con un 97/100, lo Zafra 21 yr old Rum (quando in Italia?) con 95/100, il J. Wray & Nephew White Overproof Rum 93/100 e l’Appleton Estate 12 yr old Rum con 92/100.

Ecco qualche foto dell’evento:

Samaroli Fiji 2001 – Selezione Yhemon


27 Apr

Sono stata consigliata da Sabrina di Rumclub a provare questa selezione di Silvano Samaroli, e ad essere sinceri ero piuttosto prevenuta al riguardo, perchè le passate esperienze con rum di origine pacifica non mi avevano affatto entusiastato, ma in considerazione del fatto che questo è comunque un rum selezionato da Samaroli, non ho potuto che accettare il consiglio.

Samaroli Fiji 2001La bottiglia si presenta con una custodia di cartone che fa storcere il naso, cartone color marrone con scritta Samaroli su di un lato, e niente più. La bottiglia invece è in classico stile Samaroli, l’etichetta è semplice ma efficace, ricordo che questa selezione di rum è in bottiglie da 50cl, e come sempre quando si parla di Samaroli, i rum sono invecchiati in Scozia, in particolar modo per quanto riguarda il Fiji, proviene dal blend di due barili  (il no 5 e 7) del 2001, ed è stato imbottigliato nel 2009. Il tutto è ben riportato in etichetta.

Dopo aver aperto la confezione, vedendo la bottiglia mi sono un pochino ripresa, e quando la stappo comincio già a pensare di fare un regalo a Sabrina!

Lo verso in bicchiere e rimango stupita dal suo colore paglierino, decisamente chiaro nonostante gli 8 anni in barile, non resisto un attimo ed annuso il bicchiere…che dire un bouquet di tutto rispetto, che varia dal miele al salmastro con note speziate che piano piano si fanno strada.

Aspetto 2/3 minuti e passo all’assaggio, l’alcool è pungente (45°) ma svanisce quasi immediatamente lasciando spazio al caramello con punte di dolcezza, poi frutta candita e di nuovo miele, è morbidissimo e rotondo, forse appena troppo dolce, ma decisamente ben equilibrato.

In bocca rimane a lungo, e qui tutto il merito di Samaroli, e lascia un retrogusto di freschezza che poche volte ho provato.

Decisamente un gran rum, che ha il pregio di avere un insieme di sapori e profumi che raramente si trovano in rum così giovani, complimenti a Silvano Samaroli ed un grazie a Sabrina per il consiglio

Voto finale: 9/10
Prezzo: intorno ai 50 euro

Gli introvabili: Pusser’s rums


26 Apr

Iniziamo questa rubrica dedicata a quei rum che sono praticamente introvabili in Italia, ma che vincono premi su premi in tutti i concorsi mondiali dedicati al Rum.
Parto da quello che ultimamente ho solo visto (sic) esposto, il Pusser’s 15 year old rum.
E’ stato premiato all’ultima edizione del San Francisco World Spirits Competition con il premio di miglior rum invecchiato al mondo (Best Aged Rum in the World), mentre durante il Spirits Business Rum Masters 2010 di Londra è stato premiato con la medaglia d’oro nella categoria Rum scuri.
Stiamo parlando quindi di un rum di grande prestigio, come di grande prestigio è l’azienda che lo produce. Infatti la Pusser produce da oltre 300 anni il British Navy rum, ovvero il rum che per 3 secoli è stato imbarcato sulle navi battenti bandiera britannica, e che faceva parte della razione quotidiana dei marinai.
Oggi il Pusser’s rum è chiamato anche il Single Malt dei Rum ed prodotto rispettando ancora le regole della marina inglese, che prevede la non presenza di conservanti ed additivi, certificando inoltre al 100% la naturalezza del prodotto.
Attualmente la linea Pusser’s è composta da tre rum (15yo, Blue label e Red Label) e da edizioni celebrative in ceramica.
Per ulteriori informazioni vi consiglio di andare sul sito della pusser’s http://www.pussers.com/
Se poi volete acquistarli, beh per ora solo online fuori dall’Italia, oppure fate un bel viaggio nelle Isole Vergini Britanniche! :D

On the fly: Jamaica supreme Lord III 23 yo


23 Apr

Ecco una recensione veloce veloce. Ieri sera dopo una bella cenetta con gli amici abbiamo deciso di farci un rum veloce veloce…solito posto e soliti rum, almeno così sembrava, in realtà il buon Renato tira fuori dal cilindro una bottiglia di Jamaica Supreme Lord III 23yo imbottigliato da Rum Nation, una vera rarità visto che ormai è praticamente introvabile.

Passiamo ai fatti, il colore è oro scuro e l’alcolicità (45%) disegna delle belle onde nei nostri bicchieri, lasciamo riposare solo un attimo (la voglia di provarlo era decisamente troppa) e subito al naso si presentano frutta candita e canna da zucchero appena tagliata, seguite da frutta tropicale (sopratutto banana) e cacao. E’ l’ora di assaggiarlo, e le attese vengono premiate, l’equilibrio è semplicemente perfetto, caldo e dolce da una parte e tostato dall’altra, decisamente ben bilanciato! Il finale poi è interminabile, grazie anche all’alcool che però non è mai troppo pungente.

Decisamente grandioso. Ricordo che di questo rum invecchiato in Gran Bretagna da un millesimato del 1982, ne sono state prodotte poco più di 1.000 bottiglie, quindi se lo vedete in giro…non lasciatevelo scappare!

Voto finale: 9/10
Prezzo: ahahaha…trovatelo prima!

Foto non ho fatte (troppo buio il locale), quindi accontentatevi di questa trovata su internet.

Recensione: Matusalem Gran Reserva 23 anos


22 Apr

Dopo una lunga attesa finalmente è arrivato il Matusalem Gran Reserva 23 anos ultimo nato della distilleria Cubana/Domenicana/Floridiana! Previsto in uscita in Italia ai primi di marzo, l’importatore italiano ci ha fatto attendere quasi 2 mesi prima di distribuirlo realmente, e per ora si trova solo in pochissime enoteche e in qualche shop online.

Passiamo subito ad analizzare la confezione. Subito c’è qualcosa di familiare, molto familiare, sarà il “23″ impresso sulla parte bassa della scatola, sarà la confezione squadrata di un colore marrone tendente al nero, fatto sta che la somiglianza con la confezione dello Zacapa 23 è veramente impressionante!

Fortunatamente una volta aperta la confezione, la bottiglia all’interno è decisamente diversa dal coetaneo guatemalteco, e si presenta con la classica etichetta Matusalem e l’indicazione “Solera 23 blender” di colore dorato. La bottiglia è decisamente gradevole, molto più larga delle altre edizioni della casa Matusalem.

E’ l’ora di aprire la bottiglia, il colore è un bell’ambra con leggere sfumature dorate, sinceramente non molto differente dal 15 anni, verso nel bicchiere ed attendo un attimo per sentire i profumi…di nuovo un deja vu, e di nuovo lo Zacapa 23 (siamo sicuri che mi hanno dato la bottiglia giusta?), quello che colpisce però è il sentore di barile, poi frutta matura e l’inconfondibile toffee. Passiamo alla degustazione, si parte con la nocciola ed un senso di tostato, poi caramello, caramello e caramello, è però ben bilanciato e la dolcezza ben si sposa con l’alcolicità (i classici 40°). Il finale è pungente e aromatico, ma decisamente troppo dolce.

E’ un rum forse troppo facile da bere, e troppo simile allo Zacapa 23 e al Millonario XO e forse il prezzo è leggermente elevato, in considerazione del fatto che stiamo pur sempre parlando di un metodo solera.

Voto finale: 7/10
Costo: intorno ai 60 euro (shop online)


Addio Alejandro Robaina


20 Apr

Se ne è andato il 17 aprile scorso il più grande esperto di sigari e coltivatore di tabacco del mondo. Una persona unica che ho avuto l’onore di incontrare nella sua tenuta a Cuba. Il mondo dei puros sentira la tua mancanza…adios Alejandro!

Recensione: Mount Gay 1703 Old Cask Selection


15 Apr

Eccoci alla prima recensione di Rum Time, dopo tante idee ho deciso di scegliere un rum nuovo, mentre non è certo nuova la distilleria che la produce…stiamo infatti parlando della Mount Gay, distilleria delle isole Barbados attiva fin dal 1703.

Ma vediamo il rum in questione, ovvero il 1703 Old Cask Selection. Si presenta con una scatola di cartone nera e dorata, decisamente un look moderno ed elegante.

All’interno troviamo una bottiglia dalle linee arrotondate, tra l’altro anche l’altro rum della famiglia Mount Gay l’Extra Old ha ora questa linea, ma ne parleremo in una prossima recensione. Al centro della bottiglia una bella etichetta dorata con il logo della distilleria.

Mount Gay

E’ ora di aprire ed analizzare il contenuto della bottiglia!

Il colore è il tipico ambra ramato della distilleria Mount Gay e fa presagire grandi cose.

E le attese non vengono infatti “disattese”! Appena versato nel bicchiere si sprigionano potenti note di spezie aromatiche e complesse come chiodo di garofano, anice stellato e cannella, ma basta lasciarlo riposare un pochino per sentire caramello e vaniglia, un attimo ancora ed arriva cuoio e tabacco, con piccole note di frutta candita (mela verde, banana l’ananas).
Non vedo l’ora di assaggiarlo…ed anche in questo caso non rimango certo delusa, l’alcool è piuttosto improvviso, ma lentamente lascia il posto alla quercia bruciata ed alla vaniglia. Il corpo è complesso e profondo, e si evolve in finale di cioccolato e caramello, lasciando decisamente a bocca aperta.
Sono veramente rimasta stupita da questo rum di appena 43%, Mount Gay come sempre non delude mai.

Voto finale: 8/10
Costo: intorno ai 50 euro


Una brevissima storia del Rum


13 Apr

Iniziamo con un po di storia per capire meglio cosa è il Rum!

Il Rum, distillato prodotto dallo zucchero di canna e dallo sciroppo o melassa di zucchero di canna, è indissolubilmente legato all’America più di qualunque altro distillato. Nella seconda metà del 18° secolo, più di 40 colonie del New England producevano incessantemente rum dalla melassa caraibica. In seguito il Parlamento britannico nel 1774 promulgò il Molasses Act, il quale alzò i dazi sui materiali grezzi che alimentavano la nascente economia delle colonie. La legge inoltre proibiva l’importazione della materia grezza da qualunque posto al di fuori delle isole britanniche. I coloni dei caraibi francesi persero rapidamente mercato per la loro melassa e con entusiasmo si allearono con le colonie del New England nella rivoluzione. Quando George Washington pianificò la festa di inaugurazione del nuovo parlamento, ordinò un botte del migliore rum invecchiato delle Barbados per i festeggiamenti.

La canna da zucchero, originaria della Papua Nuova Guinea fu presa dall’Asia dove era coltivata e portata in Africa, India e infine in Spagna. Gli esploratori europei arrivarono nelle Indie Occidentali attirati dalla legenda di El Dorado, una città costruita con l’oro. Ironicamente, le alte piante che Colombo portò nei Caraibi nel 1493, lo zucchero e il rum prodotti dalla canna da zucchero, ebbero un valore maggiore di tutto il metallo preso nel golfo caraibico.

All’inizio, i fusti delle canne da zucchero mature erano tagliate a mano nei campi e portate con carri trainati da buoi negli stabilimenti dove erano schiacciati e il succo bollito in una serie di pentole di rame progressivamente più piccole. Oggi le macine di pietra, i mulini a vento e gli edifici per la bollitura si possono vedere in ogni isola dei Caraibi.

Dopo la bollitura per qualche ora, il denso e scuro sciroppo veniva messo in pentole di argilla per raffreddarsi. La melassa, il pesante liquido nero che non cristallizza, era separato dallo zucchero cristallizzato, aprendo un buco nella base della pentola. Dopo circa una settimana lo pentola di zucchero veniva rotta e lo zucchero scuro chiamato “muscovado” veniva raccolto.

Nel 17° secolo, centinaia di lavorazioni di zucchero comparvero nel panorama delle isole, e vicino ogni piantagione una pentola di rame produceva alcol dalla scrematura fermentata e dalla melassa. La melassa veniva scaldata e i vapori ricchi di alcol condensati per ottenere quello che Robert Lignon nel 1651 descriveva come “…un caldo, disgustoso liquore…chiamato l’uccidi diavolo”.

La vendita del forte liquore ai marinai non solo portò soldi extra ai coltivatori, ma soprattutto, attraeva una presenza navale che faceva da deterrente per i pirati che girovagavano nell’area. Quando il parlamento Britannico nel 1687 finalmente fece del rum una parte ufficiale della razione giornaliera del marinaio, generazioni di marinai e coltivatori avevano già coronato l’improbabile matrimonio tra la Royal Navy ed i coltivatori di canne da zucchero. Nel 1775,  una tonnellata di zucchero proveniente da Nevis valeva più di 15.000 euro di oggi. Lo zucchero era il re!

Durante  i due secoli seguenti, il processo di produzione della zuccherò è stato meccanizzato con l’introduzione di centrifughe e filtri migliori. Con la migliore tecnica di produzione, la quantità di zucchero fermentato nel liquido nero è diminuta, mentre la concentrazione di minerali come zolfo e ferro aumentata. Oggi, molti rum sono prodotti da melasse fermentate di importazione ma i distillatori ancora sono soliti discutere della qualità della canna da zucchero.

Rum Time

Il Rum, ron in spagnolo e rhum in francese, è ormai il distillato più richiesto in Italia, ideale per la creazione di cocktail e per essere degustato in purezza.


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