Archive for May, 2010

Recensione: Ron Legendario Elixir de Cuba


26 May

Approfitto del trasferimento a Barcelona per provare qualche rum che in Italia ancora non si trova facilmente, e grazie all’aiuto di Javier sono riusciata a bere il fantomatico Ron Legendario, purtroppo non l’Anejo ma l’Elixir de Cuba.

Piccola premessa: avevo visto questi rum durante l’Alimentaria ad Aprile qui a Barcelona, uno stand che sembrava una discoteca, con hostess (uomini e donne) semi vestiti ai bordi di una piscina, che offrivano rum e cocktail a base di Legendario. Già li mi ero ripromessa di non toccare mai una bottiglia di questo rum, ed invece la curiosità è stata troppa :D

Ora, tanto per cominciare stiamo parlando di un rum prodotto a Cuba, gli stabilimenti sono all’Havana, invecchiato in ex botti di bourbon per 7 anni, il termine di paragone insomma non può che essere l’Havana Club 7 anos. La bottiglia non è nulla di speciale, per quanto l’etichetta con la bandiera Cubana ha un qualche cosa di affascinante, e finisce subito nella mia borsetta, purtroppo poi l’occhio mi cade sull’etichetta vera e propria, e leggo con stupore 34° di gradazione alcolica…al che mi squadro Javier e gli chiedo se mi sta facendo assaggiare un rum o un liquore!

Avuta conferma di essere di fronte ad un rum, passo a versarlo nel bicchiere…colore ambra scuro, tipico dei cubani verrebbe da dire, la bassa gradazione alcolica permette subito di sentire profumi di vaniglia e di zucchero…sì avete capito bene zucchero. Non ci penso più di un attimo e provo ad assaggiarlo, i dubbi iniziali vengono confermati subito, dolce, molto dolce, troppo dolce, complessità? nulla, equilibrio? nullo, struttura? assente, finale? boh…insomma siamo in presenza di un rum da cocktail, scordatevi profumi ed aromi oltre a lievi accenni di vaniglia e dia banana. Per carità ho bevuto di peggio, ma io continuo a chiedermi perchè continuino a produrre simili rum, o meglio perchè li si propongano in degustazione quando il loro unico scopo è quello di essere usati per la miscelazione (Malibù docet). Misteri del mondo del rum!

Voto finale: 4/10 … statene alla larga
Prezzo: qui a Barcelona mi dicono che la bottiglia si trova intorno ai 16 euro

Comprare un Rum – atto primo


24 May

Facile direte voi, ed effettivamente non sembra complicato acquistare un rum, da qualche anno infatti i rum sono stati sdoganati dalle enoteche e si trovano praticamente in tutti i supermercati. Ma qui arriva il difficile, sì perchè i rum che si trovano in grande distribuzione sono sempre gli stessi e non più di una decina, inoltre sono rum sotto i 25 euro, rum da cuba libre il più delle volte. Ad onor del vero capita ogni tanto di trovare qualche chicca e qualche buona occasione, ma ben presto si esaurisce e non torna più…fondi di magazzino insomma.

Fatto sta che per acquistare un rum degno di questo nome bisogna fare marcia indietro e tornare in enoteca, e qui c’è l’imbarazzo della scelta perchè di enoteche ce ne sono molte e di rum anche. Nessuna enoteca può permettersi di avere tutti i rum, e quindi come per il vino, fanno una selezione tra i più richiesti aggiungendo qualche etichetta a gusto personale, quindi se cerchiamo un rum e vogliamo un consiglio l’enoteca è la scelta migliore, rimane però il problema di trovare un particolare rum senza farci il giro di tutte le enoteche del paese alla sua ricerca.

Fortunatamente nell’era digitale ci viene in soccorso internet, sia come informazioni sia come acquisto, anche se spesso le due cose non sono combinate, e bisogna prendere le prime da una parte e fare l’acquisto da un’altra…ma non si può sempre avere tutto dalla vita.

Vorrei quindi iniziare una rubrica sugli shop online dedicati al rum, vagliando pregi e difetti, e quando ci riesco facendo anche una breve intervista al gestore del sito.

La prima tappa di questo viaggio ci porta in Olanda, e più precisamente sun Rumworld (http://www.rumworld.nl/en), senza dubbio il più fornito eshop su internet per quanto riguarda i rum.

Passiamo ai dettagli: il sito non si può certo giudicare bello, ma sicuramente è funzionale nella ricerca dei prodotti e nelle informazioni relative all’acquisto, accetta tutte le modalità di pagamento più utilizzate su internet (carta di credito, paypal, bonifico bancario) ed ovviamente spedisce in Italia (DHL e UPS) con costi di spedizione che vanno da 15,55 a 43,75 euro a secondo del peso (indicativamente per 6 bottiglie si spendono 27 euro).

Dicevo prima che è l’eshop più fornito, e basta controllare il menu di sinistra (diviso per lettere alfabetiche) per averne la conferma, c’è praticamente ogni tipo di rum esistente sul mercato (per quanto mancano tutti gli zacapa ad eccezione dell’XO), e sopratutto ci sono rum che non sono attualmente importati e distribuiti in Europa tipo il Pusser, il Kraken e lo Zaya.

Sembrerebbe il paradiso di ogni amante del rum, ma ogni medaglia ha due facce, nel caso di rumworld l’altra faccia sono i prezzi dei rum. Mentre per rum comuni i prezzi sono in media con i supermercati/enoteche per le edizioni più invecchiate e/o limitate il prezzo sale vertiginosamente. Per esempio le selezioni Caroni di Gargano vengono vendute a 170 euro contro gli 80 di un’enoteca italiana, e gli stessi Zaya e Kraken sono venduti ad un prezzo quadruplo rispetto a quello applicato negli Stati Uniti. D’altra parte ci sono poi alcuni prodotti che hanno invece dei prezzi bassissimi come ad esempio l’El Dorado 12 yo che viene venduto a 23,50 euro, quindi è bene confrontare i prezzi prima di effettuare l’acquisto. Altra nota dolente sono le schede informative dei rum, che per nella maggior parte dei casi riportano solo provenienza e gradazione alcolica.

Tutto sommato un eshop da valutare se si è alla disperata ricerca di un rum introvabile in altri posti, e se si vuole sperimentare qualcosa di nuovo per sorprendere gli amici, ma spesso i prezzi dei rum sono troppo alti, e considerando anche le spese di spedizione non proprio economiche (spediscono dall’Olanda) direi di usarlo solo in caso di effettiva necessità.

Pregi: Selezione di rum, modalità di pagamento, presenza rarità, alcuni rum a  prezzi ottimi

Difetti: Prezzi medi dei prodotti elevati, costi di spedizione elevati, grafica del sito, usabiltà del sito

Purtroppo non hanno risposto alla mia richiesta di intervista, quindi questo è tutto :D

Recensione: Damoiseau Rhum Vieux 15 ans


20 May

Eccoci alla prima recensione di un Rhum Agricole, e per iniziare bene ho scelto un rum con la caratteristica che per me rappresenta l’essenza degli agricole, ovvero la semplicità.
Partiamo dall’inizio però, ovvero dal confezionamento, scatola di cartone nera abbastanza elegante che ricorda molto quelle da whisky, di sicuro vogliono farci sapere che l’invecchiamento è di 15 anni, visto che è riportato su tutti e quattro i lati della confezione.
La bottiglia invece è probabilmente una delle più eleganti che mi siano capitate sotto mano. Di un vetro leggermente verdastro, è completamente scritta in serigrafia dorata, uno stile che a Gaudaluope conoscono anche altre distillerie, decisamente un ottimo packaging che ben si adatta ad un regalo.
Passiamo all’assaggio, ricordando che questo rhum è invecchiato 15 anni in botti di quercia ed è prodotto dalla distillazione di succo di canna fermentata. Nel bicchiere il colore è ambrato ma non molto deciso, anzi ha delle connotazioni ben più chiare, versandolo nel bicchiere i 42° si fanno sentire senza troppi eccessi. Al naso l’arancia candita e la vaniglia sono i primi profumi che si avvertono, il tutto senza eccessi, e piano piano si fanno strada il caramello e una punta pepata.
Al palato la prima cosa che si nota è l’equilibrio perfetto tra la parte alcolica e gli aromi di frutta secca e caramello, il risultato è leggermente secco ma senza esagerazioni, e basta tenerlo in bocca per qualche attimo ancora e si aggiungo note di tabacco e di legno bruciato;  i 15 anni cominciano a sentirsi solo dopo qualche istante, ma sicuramente il finale beneficia di questo ritardo, perchè è lungo e piacevole, lasciando infine una nota amarognola e pepata. Ottimo, decisamente ottimo
Mi voglio sofferare ancora sulla semplicità di questo rhum, non ha eccessi, non ha punte estreme, è perfettamente equilibrato, ma nonostante questo è stato assemblato perfettamente dal master blender, per chi ama gli agricole questo è un rhum imprescindibile nonostante un prezzo forse troppo elevato.

Voto finale: 8,5/10
Prezzo: Intorno ai 90 euro


Anche Ron Mulata pensa all’ambiente


18 May

Dopo aver scritto dell’impianto Bacardi che ha installato due pale eoliche nella sua sede di Puerto Rico, questo volta pariamo dell’impianto di Ron Mulata di Villa Clara a Cuba, che ha deciso di sostituire 2 tonnellate giornaliere di combustibile diesel con 6 metri cubi di biogas.
L’impianto è l’unico sull’isola che permette l’utilizzo contemporaneo di due combustibili, ma il progetto prevede il passaggio totale al biogas, utilizzandone 16000 metri cubi giornalieri.
Il primo passo però è stato già fatto, ed il risparmio in termini ecologici è di 200 metri cubi di emissioni giornaliere.
L’impianto si trova all’interno della Compagia dello Zucchero Heriberto Duquesne ed ha un bollitore che fornisce 12 tonnellate di vapore all’ora. Giornalmente vengono prodotti 900 metri cubi di vinasse dalla distillazione dell’alcool e oltre 450 tonnellate di melassa dalle canne da zucchero.

Recensione: Chairman’s Reserve


17 May

A seguito della richiesta di Roberto su rumclub, ho deciso di postare una recensione del Chairman’s Reserve, un rum dal prezzo ridicolo (in proporzione alla qualità) e che ben rappresenta la nuova generazione dei produttori di rum.
Infatti questo rum è nato alla fine dello scorso millennio (esattamente nel 1999) ed oggi è probabilmente il prodotto più conosciuto della piccola isola di Santa Lucia. L’isola è parte del Commonwealth britannico, ed ovviamente lo stile di produzione è chiaramente inspirato e similare a quello inglese.
La materia prima è la melassa, prodotta da canne da zucchero provenienti per lo più dalla Guyana, mentre la distillazione è principalmente in pot still anche se una piccola percentuale del blend proviene da distillazione continua. Ci sono quindi i presupposti per un rum di tutto rispetto.
Il colore è un’ambra abbastanza scuro, e fin dall’apertura della bottiglia l’aspetto fruttato è ben presente, una volta versato nel bicchiere esplode in un bel bouquet di frutta secca e miele. Mi aspettavo di più? Forse si, ma pensandoci bene è un blend di 5 anni di invecchiamento con ex botti di bourbon prima, e un piccolo affinamento finale del blend in quercia nuova, quindi il legno non ha potuto contribuire molto al risultato finale.
All’assaggio però il legno si sente eccome, con l’inconfondibile vaniglia e la banana, di media complessità è però ben bilanciato, basta trattenerlo un poco più a lungo in bocca per comprenderlo al meglio, perchè il pot still ritorna di prepotenza con una notevole presenza di spezie e miele.
Il finale ahimè non è pari a tutto il resto e rimango leggermente delusa, ma nel complesso è un ottimo rum, che nella fascia di prezzo sotto i 25 euro non ha assolutamente rivali!

Voto finale: 7,5/10
Prezzo: intorno ai 25 euro

Una piccola considerazione finale sull’utilizzo di questo rum; visto l’esiguo finale temo che l’obiettivo del produttore sia stato quello di creare un rum da miscelazione più che da degustazione, tantè che anche il sito stesso della St. Lucia Distillers Group consiglia di berlo “allungato”, il risultato per fortuna è stato ben diverso e questo rum può essere bevuto da solo senza alcun problema.

Ad Haiti riprende vita la produzione di Rum


14 May

Ci sono voluti quattro mesi di intensi lavori, ma ora il glorioso impianto di produzione del rum Barbancourt ha finalmente riaperto i battenti.
Il 12 gennaio scorso, in soli 30 secondi una delle più grandi aziende di Haiti ha subito danni per oltre 4 milioni di dollari. Oltre a danni strutturali, molti barili di rum con invecchiamento di anche 15 anni, si sono distrutti l’uno contro l’altro.
A seguito di questi danni, e dei molti lavoratori rimasti senza una casa, la produzione di rum di Haiti si era completamente arrestata, ora quasi tre quarti dei dipendenti sono tornati al lavoro.
La distruzione di barili di infinita importanza, e la vendita di quasi tutte le riserve per poter pagare i lavori di ristrutturazione renderanno i rum di Barbancourt sicuramente più rari e costosi, ma speriamo che si riprendano quanto prima.

fonte The Straits Times

Rum Renaissance Festival Competition


12 May

Come promesso ecco i risultati del Miami Rum Renaissance Festival 2010, evento creato da Robert Burr, e dedicato alla cultura Tiki e ovviamente al Rum.

Montanya Platino 21 Sergeant Classick Silver Diplomatico Blanco
Tommy Bahama Golden Sun Ron Barcelo Platinum Tommy Bahama White
Bacardi Select St. Aubin White Bacardi Gold
Koloa Dark Cruzan Gold Don Q Gold
Plantation Grande Reserve Barbados Mahiki Gold Bacardi Solera
Barcelo Grand Anejo Montanya Oro Bacardi Anejo
Abuelo 12 Ragged Mountain Abuelo 7 Años
Dos Maderas PX Flor de Cana Gold 4 Appleton Reserve
Diplomatico Reserva Exclusiva Mahiki Cognac Cask Cartavio Solera
Bacardi 8 Cartavio 5 Rhum Barbancourt Réserve du Domaine
Dictator 12 Vizcaya Flor De Cana 18
Cartavio XO Ocumare Añejo Especial St. Aubin Vanille
Zafra 21 Cruzan Single Barrel Clement Creole Shrubb
Matusalem 18 Santa Teresa Selecto Rhum J.M VSOP
Plantation XO 20th Anniversary Appleton 12
Bercelo Imperial Santa Teresa 1796
Dictador 20 Seven Tiki
Castries Rum Creme St. Lucia Spiced
Clement Cuvee Homere Clement Rhum Vieux
Rhum J.M 1997

Commenti: Ovviamente vista la natura Tiki dell’evento non mi stupisco della presenza di molti White rum e in generale di rum da Coctktail certo è che vedere un Tommy Bahama Golden Sun accomunato a un J.M 1997 fa una strana sensazione. In generale direi che i risultati della competizione vanno presi con le pinze, senza dargli molto peso, tenendo in considerazione che tra i giudici (oltre all’intera famiglia Burr) c’erano molti Bartender e la maggior parte erano comunque statunitensi, quindi con una cultura del rum diversa (non migliore, non peggiore) dalla nostra.

Miami Rum Renaissance Festival


07 May

E’ ormai in corso il Miami Rum Renaissance Festival 2010  (dal 5 al 9 maggio) uno dei più particolari festival dedicati al rum, dove convivono l’atomosfera Tiki, seminari tenuti dai migliori esperti di rum, workshop, e gli immancabili VIP di Miami.

Durante il festival si terrà la classica degustazione guidata dai vari produttori, e l’immancabile RumXP competition che vedrà un centinaio di rum giudicati dagli addetti ai lavori, ovvero dai distillatori, master blender, e produttori.

I grandi nomi ovviamente ci sono tutti: Rum’s de Portico, Zacapa, Abuelo, Bacardi, L’industria del Ron Venezuelana, Cartavio e DonQ.

Lunedì posterò i risultati della RumXP competition.

Le rarità: Appleton Estate 30 year old


06 May

Non non l’ho bevuto state tranquilli, e temo che non lo berrò mai. Intanto perchè in Italia nessuno importerà l’Appleton Estate 30 year old, ho contattato la Appleton Estate che mi ha detto di contattare la Celebrity imports di Genova, che ovviamente a momenti neanche sapeva di cosa stessimo parlando, e poi perchè costa intorno ai 600 euro a bottiglia. Bottiglie che sono in tutto 1440 (ci fidiamo dei giamaicani?).
Stiamo parlando comunque di un blend di rum di almeno 30 anni di invecchiamento. In particolare i rum sono invecchiati singolarmente per 8 anni, poi miscelati ed invecchiati per altri 22 anni in botti di quercia. Il risultato di questo doppio invecchiamente sembra essere eccezionale, e conoscendo il Master Blender di Appleton non ne ho dubbi.
Online ho trovato questa nota degustativa, prendetela per quello che può valere:
Colore: Rame brillante

Olfatto: Pera cotta, Baked pear, acero, spezie e note di buccia di arancia con cenni di zenzero e vaniglia

Palato: Accenni di quercia,  avvolti da spezie delicate e vaniglia

Finale: Pulito e con sentori di melassa


Il rum per un Mojito perfetto? DonQ Cristal


05 May

Cosa c’entra un rum portoricano con un Mojito? Beh è quello che mi chiedo anchio, ma a vedere i risultati dell’Ultimate Cocktail Challenge di New York, si scopre che per la realizzazione del più famoso cocktail cubano il miglior rum è appunto il DonQ Cristal. Niente di male ovviamente perchè il DonQ Cristal è un ottimo white rum, ma secondo me è troppo vanigliato per legare bene con il lime e la menta del Mojito, ma a quanto pare i 92/100 accordati dalla giuria di esperti non lasciano scampo a dubbi. Certo, strano è che il DonQ sia stato anche il più premiato per il Daiquiri (DonQ Gold e DonQ Cristal). Ricordo comunque che in questo concorso partecipavano solo rum importati ufficialmente negli Stati Uniti.


Rum Time

Il Rum, ron in spagnolo e rhum in francese, è ormai il distillato più richiesto in Italia, ideale per la creazione di cocktail e per essere degustato in purezza.


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