Archive for the ‘Recensioni’ Category

Recensione: Caroni Barangài 1997


08 Feb

Per la scelta di questo rum ho preso spunto da un post del forum di RumClub nel quale si parlava appunto del Barnagài Rum Caroni 1997, e che mi è sembrato decisamente interessante. Non ho perso tempo…e l’ho subito provato!
Il rum è una selezione provenienti da due barili ex-sherry della distilleria Caroni a Trinidad & Tobago, ha una gradazione di 50% e un invecchiamento, dichiarato, di 13 anni.
La bottiglia è venduta senza astuccio, almeno quella arrivata a me, e in alto è specificato che ne sono state prodotte 891 bottiglie. Sull’etichetta nello sfondo è rapprensentato in bianco lo stemma di Trinidad & Tobago (La flora e la fauna), e in generale la bottiglia è abbastanza gradevole a vedersi.
Il colore è decisamente scuro, e per quanto il produttore dichiari la totale assenza di caramello, dubito che le botti di sherry possano aver dato naturalmente questo colore ambrato così scuro. Paragonandolo ai Caroni di Velier la differenza è evidente. Maggiori similitudini invece si ritrovano aprendo e versando il contenuto della bottiglia, il rimando ai Caroni Velier è immediato, e nonostante i 50% di alchool si apprezzano subito le note dolci e “biscottose”.
In bocca il rum è morbido, e l’alta gradazione non infastidisce, anzi, dona agli aromi fruttati tipici dello sherry una complessità invidiabile. Seguono note di agrumi e pepate, con un finale comunque dolce e delicato.
Insomma un’ottima selezione, forse un gradino più bassa dei Caroni Velier, ma visto che ormai sono quasi introvabili, questo Barangài è una degnissima alternativa.

Voto finale: 7,5/10
Prezzo: intorno ai 60 euro

Recensione Zafra Anejo 21 anos


10 Nov

Finalmente qualcuno si è degnato di importare questo ron panamense in Italia, perchè nonostante sia stato premiato in tutti gli ultimi concorsi legati al rum per noi europei era solo una chimera.

Lo Zafra Master Reserve Anejo 21 anos è un rum di stile spagnolo prodotto a Panama, paese già produttore di discreti rum quali Malecon e Abuelo, e come tutti gli “spagnoli” è un 40% dalle origini e dall’invecchiamento misteriosi. Già perchè riuscire a reperire informazioni dettagliate sui Ron è veramente complicato, per quanto riguarda quest’ultima creazione del Master Blender Francisco “Don Pancho” Fernandez, sappiamo di un invecchiamento di 21 anni in botti ex-bourbon, e dell’utilizzo di canne da zucchero panamensi.

Il packaging della bottiglia è molto semplice, con un box in cartone leggero di basso livello, la bottiglia in compenso nella sua semplicità e grazie anche alla forma allungata è molto elegante e piacevole da tenere in mano.
Salta subito all’occhio un colore ambrato molto scuro tendente al marrone, ed aprendo la bottiglia le note di legno bruciato e di quercia sono inequivocabili, seguite da un accenno speziato e intensi aromi di frutta. Senza dubbio è un rum che ti invita ad essere bevuto, gli aromi complessi e il colore scuro sono un marchio tipico dei premium rum, e questo Zafra rispecchia perfettamente tutti i parametri di questa categoria di rum.
Una volta in bocca questo Zafra ci ricorda di essere stato invecchiato in botti di bourbon, perchè i cereali, la quercia e le tipiche note vanigliate del bourbon sono la prima cosa che si sente. La gradazione alcolica standard di 40% bilancia perfettamente questo rum, e le successive note di caramello, melassa e frutta scura lo rendono molto complesso ed invitante. Anche il finale, a differenza di molti “spagnoli” è complesso e molto piacevole e gli aromi di legno rimangono a lungo in bocca insieme ad un persistente aroma di vaniglia.
Decisamente un rum da provare, sopratutto per chi pensa che i rum di stile spagnoli siano tutti dolci e beverini; la Zafra invece è complesso e piacevole…è decisamente valsa la pena di aspettare così tanto tempo.

Giudizio finale: 8/10
Prezzo: Intorno ai 70 euro

Recensione: Dos Maderas PX 5+5


29 Apr

Rieccoci finalmente con una recensione dopo una lunga “pausa lavorativa”. Il rum di oggi è il Dos Maderas P.X. della Bodega Williams & Humbert, che visto il buon successo del 5+3 ha deciso di commercializzare questo P.X. 5+5 dalle prospettive veramente buone. La Bodega ha sede a Jerez de la Frontera in Spagna, ed è una delle più importati cantine di produzione di Sherry, negli ultimi anni ha allargato la sua produzione al rum, ed oggi ha in catalogo tre Rum, il Malabar, il Dos Maderas e appunto l’ultimo nato il Dos Maderas P.X.

La caratteristica unica di questo rum è il triplo invecchiamento che gli dona aromi e profumi molto particolari. Stupisce la scelta dei rum usati per il blend, che nonostante la cantina sia Spagnola provengono da Barbados e Guyana, ovvero due roccaforti del rum English Style, una scelta che premia però la qualità finale di questo rum. Il blend è invecchiato per 5 anni ai Caraibi, dopo di che viene trasportato in Spagna dove è invecchiato prima in botti ex “Dos Cortados” Palo Cortado Sherry, e poi in botti ex “Don Guido” Pedro Ximénez. Ed è proprio quest ultimo invecchiamento in botti Pedro Ximénez (PX) che lo rende differente dal Dos Maderas 5+3, che in tutta onestà ho trovato sempre molto scialbo.

Veniamo al packaging; la bottiglia è confezionata in un bel tubo di cartone con in rilievo il logo della Bodega Williams & Humbert, la bottiglia invece è bassa con dei bassorilievi sul lato…peccato solo che abbia un’etichetta trasparente e non una serigrafia, ma non si può avere tutto.

Quello che colpisce subito è però il suo colore molto scuro, quasi color mogano, soprattutto se confrontato con il suo fratello minore che invece aveva un colore quasi paglierino. Una volta versato nel bicchiere il bouquet è veramente notevole, con note di ciliege, banane, mandorle e zucchero tostato, il tutto ben amalgamato e non eccessivo. In bocca le note di ciliegie e mandorle sono le prime a presentarsi, seguite da vaniglia e caramello, il corpo è robusto e non perfettamente equilibrato, ma decisamente complesso, il che lascia spazio ad un finale molto breve e leggermente speziato. L’invecchiamento in Pedro Ximénez gli ha sicuramente dato un notevole bouquet, ma 2 anni non sono molti e alcuni aromi stonano tra loro, come se i tre invecchiamenti gli avessero dato 3 anime distinte. Un rum sicuramente da provare, ma non stupitevi se ad ogni assaggio vi sembrerà diverso!

Voto finale: 7/10

Prezzo: Intorno ai 40,00 euro

Recensione: El Dorado 25 yo – Il re dei Rum


22 Feb

Fortunatamente per i miei amici il mio compleanno viene una volta all’anno, perchè dovermi regalare ogni volta un super premium rum prima o poi li manderà sul lastrico. Questa volta però si sono superati, ed ho potuto finalmente avere tra le mani, l’ambitissimo El Dorado 25 years old.

Che dire, per qualunque appassionato di rum i Demerara sono spesso i più ambiti, per le migliori materie prime, le migliori condizioni di invecchiamento, e una distillazione di primissimo livello, quindi quando si ha a disposizione il migliore dei Demerara si è finalmente arrivati al gradino più alto della scala di valutazione…

Prima i dettagli che piacciamo a me, ovvero il packaging. La bottiglia si presenta dentro un tubo di alluminio nero con scritte dorate, e non so se quello che mi hanno regalato fosse difettoso o meno, ma quando era chiuso le scritte della parte superiore andavano a sovrapporsi con quella inferiore con un effetto decisamente “goffo” e non ammissibile per un rum da oltre 450,00 euro. Una volta aperto il tubo la bottiglia o per meglio dire la caraffa, in parte attenuano la sensazione di bruttezza data dall’involucro esterno. La bottiglia è ben fatta, non troppo arabescata ma con sufficienti intagli da renderla “antica” ed adatta ad un rum del genere.

Quello che risalta all’occhio però è subito il colore granato del rum, quasi rosso…decisamente e semplicemente splendido! Non si può resistere molto e il passaggio in bicchiere è stato quasi immediato…e lì è iniziato il mio viaggio in paradiso…

Il bouquet di questo rum ti assale all’istante e la bassa gradazione permette di assorbirlo in modo completo e delicato, basta poco per far uscire le tipiche note Demerara, condite però da aromi che sono prerogative dei Rum Scuri. In bocca poi ti sorprende con la sua dolcezza e la sua complessità,  di zucchero di canna, di molassa, di banana, e con un aroma di torta di frutta (la tipica apple pie per intenderci) che ti sconvolge. E’ dolcissimo e di gradazione normale, e nonostante questo i 25 anni in botte non si dimenticano e così il finale è speziato con note di frutta secca e l’imprescindibile molassa, lungo, soffice ed estremamente delicato…

L’El Dorado 25 è un blend di rum distillati a colonna e in pot still, invecchiati almeno 25 anni, la gradazione per scelta del Master Blender è stata tenuta sui canonici 40% e questa mi è sembrata in principio una scelta sbagliata, in realtà questo permette di degustare in modo perfetto questa Perla unica e rara, non sbilanciando troppo la degustazione sulla parte alcolica e rendendo la bevuta un esperienza che non si dimenticherà mai, decisamente il Re dei Rum!

Voto finale: 9,5/10

Prezzo: Oltre i 450,00 euro (fatevelo regalare! :D )


Mini verticale Diplomàtico Anejo e Diplomàtico Antiguo Reserva Exclusiva


03 Feb

Le verticali non sono mai state il mio forte, è vero che si riesce a cogliere perfettamente le differenze tra i vari rum ma è anche vero che al terzo assaggio comincia ad essere complicato notare le differenze e comincio a percepire un appiattimento degli aromi. Ho deciso quindi di fare un confronto tra soli 2 rum, il Diplomàtico Anejo e il Diplomàtico Antiguo Reserva Exclusiva, due ron venezuelani che stanno conquistando, finalmente, anche il mercato italiano, dopo essere stati relegati per troppo tempo quasi solo in quello spagnolo.

Il packaging fin dall’inizio rende l’idea della differenza tra i due rum, il Reserva Exclusiva in tubo di cartone, mentre l’Anejo è senza astuccio. Inoltre la bottiglia del Reserva Exclusiva è di vetro satinato verde, mentre quella dell’Anejo è completamente trasparente. Insomma non si fa fatica a capire quale dovrebbe essere il rum “più importante” dei due.

Partiamo dalla degustazione dell’Anejo: Il colore è un rame molto luminoso con qualche breve riflesso dorato, il rum è un blend di botti invecchiate dai 2 agli 8 anni parte dei quali distillate in pot still da succo di canna, il resto nella classica distillazione a colonna. Ne nasce un rum molto profumato di canna da zucchero e spezie, in bocca è estremamente dolce e di corpo non eccessivamente forte, le note di legno sono ben marcate, ma la dolcezza eccessiva le sminuisce anche se alla lunga si nota una piacevole nota agrumata che contrasta il dolce. Il finale è gradevole anche se poco ricco di aromi.

Eccoci invece alla Reserva Exclusiva: Il colore è decisamente più scuro e brillante dell’Anejo, forte di un blend di rum invecchiati almeno 12 anni. L’80% di questi rum è distillato in Pot Still, mentre solo il 20% a colonna. Ne consegue un rum complesso e vivace che già nel bicchiere mostra un bouquet vario che va dalla frutta matura al legno bruciato, passando dagli agrumi (arancia) alle spezie (noce moscata). Al palato è caldo e stranamente delicato, dolce sì ma senza dar fastidio, anzi stempera l’eccessiva struttura, ma basta tenere in bocca il rum per un leggero attimo in più per scoprire l’intera complessità di questo splendido rum. Un finale vanigliato e lungo è la perfetta conclusione di questa ottima bevuta.

Che dire, tutto è stato tranne che una verticale, perchè oltre al nome null’altro unisce questi due ron, la differenza non è un gradino ma una montagna, troppo semplice il primo per essere lontanamente confrontabile con il secondo, o forse è la Reserva Exclusiva ad essere un fuoriclasse.

Voto finale Extra Anejo: 5,5/10

Voto finale Reserva Exclusiva: 8/10

Ecco infine qualche foto:

Recensione Brugal 1888


01 Feb

Che dire, non ho fatto in tempo a fare un complimento ad un amico che subito si presenta con una buona bottiglia di rum, che per quanto mi riguarda è il regalo perfetto…mi conosce bene!

In questo caso è doppiamente perfetto, perchè sono sempre stata un’estimatrice dei rum Brugal, che ritengo essere nel folto gruppo di ron spagnoli quello che meno ha perso della vecchia idea di rum. I rum bianchi di Brugal sono profumati e duri, perfetti per i cocktail, l’anejo e l’extra viejo hanno un bouquet molto ampio e adatti a qualsiasi uso…ed ora finalmente posso provare questo nuovo 1888.

La bottiglia è diversa dallo standard Brugal (che nel frattempo ha cambiato tutta la linea di packaging), infatti è leggermente squadrata e molto elegante, in basso c’è un etichetta con la dicitura “Edicion Limitada” con il numero del lotto,  l’anno e il tipo di invecchiamento “Roble Blanco Americano y Roble Espanol”, ovveo botti di quercia bianca americana e quercia spagnola. Il logo, l’etichetta e la descrizione posteriore sono serigrafate, insomma un ottima bottiglia.

Il colore è un ambra molto molto scuro, che non sembra a prima vista molto naturale, ma che in realtà è dato dal secondo invecchiamento in botti di quercia spagnola ex-sherry. Versarlo nel bicchiere è un bel piacere, perchè il legno ex-sherry ha dato a questo rum un bouquet variegato di frutta dolce e frutta secca, ma l’aspetto legnoso è molto presente e mai fastidioso. In bocca poi le note tipiche dello sherry la fanno da padrone, in particolare noce ed agrumi seguiti da frutta matura, sopratutto pera, e infine dal caramello. Il tutto ben legato al forte aroma di legno che è sempre delineato durante la bevuta. Il finale poi è lungo e caldo, non eccessivamente dolce e leggermente pepato.

Insomma, un ron di tutto rispetto, ben confezionato e di ottima fattura, i 14 anni di invecchiamento (10 in botti di quercia americana + 4 in botti ex-sherry) si fanno sentire tutti e donano a questo ron una complessità rara ma comunque piacevole, da consigliare senza indugi.

Voto finale: 8/10

Prezzo: Intorno ai 60,00 euro

Ecco qualche foto del Brugal 1888:

Notti Estoni Parte seconda – The Kraken Black Spiced Rum


19 Nov

Ebbene sì, ci sono riuscita, finalmente ho potuto assaggiare il misterioso Kraken Rum, importato (o meglio portato in valigia) dalla mia amica Soome da poco ritornata da Miami. Purtroppo infatti questo rum non è ancora distribuito in Europa, e chi sa se lo sarà mai, e l’unico modo per assaggiarlo è quello di andare negli States oppure farselo portare da qualcuno in valigia.

Per chi non lo sapesse il Kraken è un’animale mitologico della forma di enorme calamaro o piovra, la diffusione di questo mito c’è stata durante il 700/800 grazie ai presenti avvistamenti dei marinai che facevano lunghi viaggi negli oceani. Tornando al rum il rimando del nome è ovviamente al Kraken mitologico, che viene riportato anche nell’etichetta stile anni ’20.

Il rum è distillato a Trinidad e Tobago e poi infuso in spezie in Indiana, ed ha una gradazione alcolica sopra la media (47°) che per uno spiced rum è una particolarità molto rara. La bottiglia è a due manici, e ricorda la classica bottiglia dei pirati, che è tornata in auge grazie alla trilogia dei pirati di Jack Sparrow.

Il colore è molto scuro, forse un rimando all’inchiostro del Kraken, ed è dovuto ad una sensibile aggiunta di caramello. Essendo uno spiced rum il suo bouquet è molto ampio e poco si avvicina ai classici rum, ed infatti già appena versato nel bicchiere è un esplosione di cioccolata, caramello e varie spezie, tra le quali spiccano la noce moscata, la vaniglia, il cinnamomo e lo zenzero. Al palato l’abbondante caramello lo rende amarognolo, ma l’ottima scelta dell’alta gradazione riesce a nascondere bene questo aspetto che è infatti subito scalzato dal potente bouquet di spezie. Il finale è tutto dedicato alla vaniglia, lungo e persistente, che ti lascia poi l’aroma delle radici di liquirizia.

In definitiva è uno spiced rum molto insolito, il prezzo negli States è di 20$, decisamente abbordabile, per un rum costruito secondo le esigenze della clientela, ma non per questo da disprezzare. Se avete l’occasione di berlo fatelo di corsa, un sorso lo merita di sicuro!

Voto finale: 7,5/10

Prezzo: 20$ in USA

Notti Estoni Parte prima – Ron Centenario Fundacion XX Años


18 Nov

Finalmente riesco a rimettere mano al blog dopo due settimane di viaggi e malattia. Fortunatamente il viaggio a Tallin non è stato di solo lavoro, ma ho potuto anche trovare dei rum interessanti e soprattutto nuovi. Il primo di questi è il Centenario Fundacion XX Años Reserva Especial, un nome altisonante per un rum che in definitiva posso definire interessante, ma senza entrare la cerchia dei migliori ron.

Il ron è prodotto dalla Centenario Internacional S. A. industria nazionale del Costa Rica, e già per questo merita un assaggio perchè di rum Costaricani non è che se ne trovino in abbondanza. E’ confezionato con un vestito di cuoio che copre tutta la bottiglia, e la descrizione del rum è impressa sul cuoio. Sinceramente è un packaging che non mi piace molto sia perchè nasconde il colore del rum, e poi perchè ormai sembra essere la moda del momento  vedi Zacapa, Millonario, Pampero e per certi versi anche il Dictador.

Solo una volta versato nel bicchiere si può vedere il suo intenso color ambrato, abbastanza scuro e privo di riflessi. Gli aromi sono piuttosto fruttati e piacevoli, una volta in bocca si nota un corpo molto robusto, non eccessivamente dolce e stranamente liquoroso, frutti scuri e miele si fanno strada piano piano, e ti portano ad un finale piuttosto lungo per quanto non all’altezza del corpo perchè rimane una sensazione dolciastra che invece prima si notava appena. Tutto sommato però lo ritengo un ron più che sufficiente, purtroppo non sono riuscita a trovare dettagli tecnici sull’invecchiamento e sulla distillazione, come consuetudine per i ron di stile spagnolo, perchè mi rimangono senza risposta molte domande sulla quella sensazione liquorosa (brandy?) e sul finale dolciastro.

Voto finale: 6,5

Prezzo: ho fatto qualche ricerca e si dovrebbe trovare intorno ai 50 euro

Recensione: Millonario XO Reserva Especial


01 Nov

La mia notte di Halloween è stata ricca di rum, e il Millonario XO Reserva Especial è stato sicuramente il più interessante tra quelli degustati. Trovare un rum del Perù non è mai semplice perchè oltre il più famoso Cartavio, molto altro non si trova. Un grazie quindi a Rossi & Rossi per aver selezionato e distribuito questo ron in Italia. Questo XO è decisamente elegante sia in termini estetici che degustativi. E’ un blend di rum invecchiati 20 anni con il metodo Solera in botti di quercia americana e di slavonia, dopo una distillazione avvenuta in 3 vecchi distillatori scozzesi.

Stiamo parlando di un rum di stile spagnolo, piuttosto dolce ed amabile, ma non per questo da disdegnare, anzi, questa apparente semplicità lo rende invece più profondo, facendo emergere insospettabili qualità.

Partiamo come sempre dalla confezione, che come spesso accade con i prodotti Rossi & Rossi  è ineccepibile. Una cornice di cartone nero coccodrillato, che inquadra un bel decanter di forma squadrata, nel mezzo del quale la fa da padrone il marchio Ron Millonario. Il colore del rum è un’ambra molto scuro, ma comunque luminoso e nel bicchiere le “onde alcoliche” risultano tenui e non eccessivamente marcate (40°). Al naso colpisce immediatamente la fragranza agrumata, che solo dopo si dimostrerà essere soprattutto arancia, il miele e una controparte speziata.

In bocca l’arancia si sente eccome, ma è ben bilanciata con la parte più dolce, solo successivamente si sente l’amarognolo del caramello e le note legnose, il finale è poi lungo e delicato e ben si lega che gli aromi precedenti. Tutto sommato un discreto rum, ma la sua semplicità mi ha lasciata piuttosto perplessa e per assurdo  il Millonario 15 anos sembrava decisamente con più carattere di questo XO. Di una cosa sono certa, è un rum che piacerà, sia per l’elegante bottiglia e sia per questa semplicità e discreta dolcezza.

Voto Finale: 6,5/10

Prezzo: Intorno ai 75 euro


Recensione: Nikka Taketsuru Whisky 21


25 Oct

Lo so, non è un rum, ma concedetemi questa piccola digressione su un Whisky che mi ha colpito come pochi rum riescono invece a fare. L’avevo già assaggiato in Francia, dove la Nikka ha un importatore ufficiale, ed è più facile da trovare, ora durante il mio viaggio in Giappone sono riuscita ad averne una bottiglia ed ho quindi avuto modo di testarlo a fondo…e forse anche più del dovuto :D

Purtroppo non sono riuscita a fare una visita alla Miyagikyo Distillery vicino a Sendai perchè era solo su prenotazione e non c’erano più posti liberi e quindi non ho potuto approfondire la parte tecnica sulla produzione di questo fantastico Malto.

Bene, cominciamo con il dire che questo whisky è stato premiato come il miglior Malt Whisky al mondo durante il WWA (World Whisky Awards) del 2007, sì avete letto bene, il migliore al mondo; meglio degli Scozzesi insomma, dai quali i Giapponesi hanno assorbito conoscenze e materiali, ed oggi si possono vantare di produrre i migliori whisky al mondo. La cura maniacale dei Giapponesi è famosa in tutto il mondo, e quando si mettono in testa una cosa difficilmente non la raggiungono. Questo premio è la consacrazione di decenni di prove e affinamenti, e solo per questo un assaggio è d’obbligo.

Come di consueto iniziamo la recensione con la bottiglia: due parole, semplice e bella. E’ la sintesi dell’arte giapponese, senza fronzoli, senza sbavature, tutto al posto giusto, essenziale e al contempo ricca di spunti (si vede che mi sono innamorata del Giappone!).

Una volta nel bicchiere e lasciato areare l’alcool (43%) questo Malt risulta abbastanza scuro, segno dell’invecchiamento prolungato, e ricco di aromi legnosi e di cacao con piccole note pungenti di pepe ed anice. Vi assicuro che resistergli è impossibile ed una volta in bocca si viene travolti dalle spezie (sopratutto zenzero) e da un senso di affumicato che ricorda il vecchio Talisker (non quello attuale che è andato troppo incontro alla moda del momento), ma anche qui la fa da padrone la quercia, non eccessiva ma un sottofondo costante, al secondo sorso si riconoscono anche delle note floreali che ricordano la marmellata e il miele millefiori, il finale è lungo e delicato, leggermente in contrasto con la legnosità precedente, ma pur sempre piacevole.

Poche parole per descrivere un Whisky di altissimo livello, che senza dubbio va provato almeno una volta.

Voto finale: 9,5/10

Prezzo: In Italia poco più di 100,00 euro


Rum Time

Il Rum, ron in spagnolo e rhum in francese, è ormai il distillato più richiesto in Italia, ideale per la creazione di cocktail e per essere degustato in purezza.


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