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Bacardi vince l’ultimo round nella guerra con Havana Club


12 Apr

Bacardi Vs Havana ClubLa Pernod Ricard SA, il secondo più grande produttore di distillati al mondo, ha perso l’ultima sentenza della Corte degli Stati Uniti nella decennale battaglia contro la Bacardi Ltd. per il diritto di utilizzare il nome Havana Club nel mercato statunitense. La Corte d’Appello di Washington ha infatti stabilito che è correto non far rinnovare il marchio Club Havana a causa di una legge del 1998.

Pernod Ricard vende l’Havana Club in tutto il mondo, tranne negli Stati Uniti, ed è in lotta con Bacardi sui diritti per il nome negli Stati Uniti dal 1994, quando Bacardi fece domanda per il  marchio americano Havana Club ma l’US Patent and Trademark Office respinse la richiesta perchè Cubaexport aveva già registrato il marchio.

In gioco c’è l’uso da parte di Pernod di un marchio storico nel più grande mercato mondiale, il secondo per quanto riguardo il rum, infatti gli Stati Uniti consumano il 17% del rum mondiale, dietro all’India che ne consuma il 29%. Ovviamente l’intenzione di Pernod è quella di fare appello contro questa decisione…e quindi la guerra continua.

La mia personale opinione è che Bacardi sta sfruttando un legge fatta su misura per lei per poter vendere un prodotto ingannevole negli Stati Uniti, perchè quando si parla di Havana non si può che pensare a Cuba, mentre tutto il rum Bacardi è prodotto nelle Bahamas.

Il Cuba Libre festeggia i suoi primi 110 anni


03 Aug

Certo non è il miglior modo di bere rum, ma alzi la mano chi non ha mai ordinato un Cuba Libre in vita sua! E’ sicuramente un cocktail dissetante e della giusta gradazione alcolica, e a dirla tutta, se fatto bene e con un rum decente, non è poi così malvagio e d’estate è decisamente ottimo.

Ma dicevamo, 110 anni! Sì, tutto iniziò durante la guerra d’indipendenza Cubana del 1898 quando gli americani portarono sull’isola la Coca Cola, che ben presto divenne una bevanda popolarissima sull’isola Caraibica, e nell’agosto del 1900 mentre festeggiava la vittoria, il Capitano Russell dell’esercito degli Stati Uniti, chiese in un bar dell’Havana un Rum Bacardi con Cola e una spruzzata di succo di lime e lo bevve brindando intonando un ¡Por Cuba libre!. La bevanda diventò ben presto popolare nel suo reggimento, e gli venne dato appunto il nome di Cuba libre, nome che porta ancora oggi.

Alla Bacardi ci fanno sapere che da allora sono stati venduti circa 80 miliardi di Cuba libre, non mi chiedete come facciano a saperlo perchè è un mistero, e che ogni giorno ne vengono serviti circa 6 milioni in tutto il mondo. :roll:

Ecco qua l’unica e originale ricetta del Cuba Libre:

2 parti di Rum

4 parti di  Coca-Cola

2 fette di lime

Ghiaccio a cubetti

Riempire un bicchiere alto con i cubetti di giacchio, spremere le due fette di lime nel bicchiere, versare il rum, e completare con Coca Cola

Ed ecco infine un bel video trovato su youtube:

La nuova guerra del Rum


14 Jul

Eh sì, sembra che i tempi del pirata Henry Morgan siano tornati, e che le acque dei Caraibi saranno tranquille ancora per poco tempo. Chi si scontra? Beh Porto Rico da una parte e le Isole Vergini Britanniche dall’altra…insomma la vecchia storia degli Spagnoli contro gli Inglesi, anche se di Spagna e di Inghilterra oramai c’è rimasto ben poco. Il motivo del contendere? Beh non potevano essere che i soldi, miliardi di dollari per l’esattezza, legati in questo caso alle imposte sulla vendita dei superalcolici, e vista la zona è meglio chiarire subito che stiamo parlando del nostro alcolico preferito, ovvero il Rum.
Entrambe le isole sono territori appartenenti agli Stati Uniti, anche se non sono effettivamente membri dell’Unione, fatto sta che il governo americano da tempo impone una tassa di 13,50 dollari per ogni gallone di alcol venduto (circa 4 euro al litro), dei quali trattiene 25 centesimi ed il resto lo rigira al paese produttore del rum, in questo caso Porto Rico e Isole Vergini.
Ma qual è il problema? A Porto Rico hanno attualmente sede le distillerie della Bacardi e della Diageo per la linea Captain Morgan, ora le Isole Vergini hanno proposto a Diageo di spostare la produzione sulle Isole Vergini e di costruire una nuova distilleria a St. Croix in cambio di una quota del 50% sulle imposte ricevute dal governo americano (contro il 10% che attualmente gli corrisponde il governo portoricano). L’offerta è arrivata casualmente proprio a ridosso della scadenza dell’accordo tra Diageo e Portorico (2011).
Il tutto si è trasformata in una guerra nel congresso di Washington tra i rappresentanti Ispanici che favoreggiano Portorico e che hanno proposto un tetto del 10% alla commissione che può essere girata ai produttori, e dall’altra i rappresentanti afroamericani che favoreggiano le isole Vergini e che hanno chiesto il ritiro della proposta di legge.
Tanto per chiarire la Diageo incasserebbe dall’accordo trentennale con le Isole Vergini circa 2,7 miliardi di dollari…dollari ovviamente dei contribuenti americani, sì perchè l’obiettivo dell’imposta della vendita di alcolici sarebbe quella di disincentivarne il consumo e rifarsi dei costi sociali che il consumo eccessivo comporta.
Infine come ogni guerra commerciale americana che si rispetti, Bacardi e Diageo hanno scelto i loro lobbysti di professione, spendendo rispettivamente 1 e 3 milioni di dollari…insomma la guerra è solo all’inzio, speriamo solo che a farne le spese non sia il Rum.

Bacardi a gonfie vele


03 May

Che l’industria Bacardi andasse a gonfie vele economicamente parlando, non era certo una novità. E’ infatti uno dei rum più venduti ed apprezzati (?) al mondo, e da qualche giorno il vento gonfierà, o meglio soffierà, meno metaforicamente sulla distilleria di San Juan (Portorico). Infatti è stata inaugurata la prima turbina eolica, facente parte di un progetto che una volta terminato permetterà alla Bacardi di produrre circa un milione di Kwatt all’anno, pari a circa il 7% fabbisogno dell’impianto Bacardi, sia per la produzione che per il centro visitatori.

Sicuramente questo non renderà il Bacardi il mio rum preferito, ma sicuramente lo terrò più in considerazione quando dovrò fare un bel cocktail!

fonte http://www.primerahora.com

Rum Time

Il Rum, ron in spagnolo e rhum in francese, è ormai il distillato più richiesto in Italia, ideale per la creazione di cocktail e per essere degustato in purezza.


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