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La nuova guerra del Rum


14 Jul

Eh sì, sembra che i tempi del pirata Henry Morgan siano tornati, e che le acque dei Caraibi saranno tranquille ancora per poco tempo. Chi si scontra? Beh Porto Rico da una parte e le Isole Vergini Britanniche dall’altra…insomma la vecchia storia degli Spagnoli contro gli Inglesi, anche se di Spagna e di Inghilterra oramai c’è rimasto ben poco. Il motivo del contendere? Beh non potevano essere che i soldi, miliardi di dollari per l’esattezza, legati in questo caso alle imposte sulla vendita dei superalcolici, e vista la zona è meglio chiarire subito che stiamo parlando del nostro alcolico preferito, ovvero il Rum.
Entrambe le isole sono territori appartenenti agli Stati Uniti, anche se non sono effettivamente membri dell’Unione, fatto sta che il governo americano da tempo impone una tassa di 13,50 dollari per ogni gallone di alcol venduto (circa 4 euro al litro), dei quali trattiene 25 centesimi ed il resto lo rigira al paese produttore del rum, in questo caso Porto Rico e Isole Vergini.
Ma qual è il problema? A Porto Rico hanno attualmente sede le distillerie della Bacardi e della Diageo per la linea Captain Morgan, ora le Isole Vergini hanno proposto a Diageo di spostare la produzione sulle Isole Vergini e di costruire una nuova distilleria a St. Croix in cambio di una quota del 50% sulle imposte ricevute dal governo americano (contro il 10% che attualmente gli corrisponde il governo portoricano). L’offerta è arrivata casualmente proprio a ridosso della scadenza dell’accordo tra Diageo e Portorico (2011).
Il tutto si è trasformata in una guerra nel congresso di Washington tra i rappresentanti Ispanici che favoreggiano Portorico e che hanno proposto un tetto del 10% alla commissione che può essere girata ai produttori, e dall’altra i rappresentanti afroamericani che favoreggiano le isole Vergini e che hanno chiesto il ritiro della proposta di legge.
Tanto per chiarire la Diageo incasserebbe dall’accordo trentennale con le Isole Vergini circa 2,7 miliardi di dollari…dollari ovviamente dei contribuenti americani, sì perchè l’obiettivo dell’imposta della vendita di alcolici sarebbe quella di disincentivarne il consumo e rifarsi dei costi sociali che il consumo eccessivo comporta.
Infine come ogni guerra commerciale americana che si rispetti, Bacardi e Diageo hanno scelto i loro lobbysti di professione, spendendo rispettivamente 1 e 3 milioni di dollari…insomma la guerra è solo all’inzio, speriamo solo che a farne le spese non sia il Rum.

Una brevissima storia del Rum


13 Apr

Iniziamo con un po di storia per capire meglio cosa è il Rum!

Il Rum, distillato prodotto dallo zucchero di canna e dallo sciroppo o melassa di zucchero di canna, è indissolubilmente legato all’America più di qualunque altro distillato. Nella seconda metà del 18° secolo, più di 40 colonie del New England producevano incessantemente rum dalla melassa caraibica. In seguito il Parlamento britannico nel 1774 promulgò il Molasses Act, il quale alzò i dazi sui materiali grezzi che alimentavano la nascente economia delle colonie. La legge inoltre proibiva l’importazione della materia grezza da qualunque posto al di fuori delle isole britanniche. I coloni dei caraibi francesi persero rapidamente mercato per la loro melassa e con entusiasmo si allearono con le colonie del New England nella rivoluzione. Quando George Washington pianificò la festa di inaugurazione del nuovo parlamento, ordinò un botte del migliore rum invecchiato delle Barbados per i festeggiamenti.

La canna da zucchero, originaria della Papua Nuova Guinea fu presa dall’Asia dove era coltivata e portata in Africa, India e infine in Spagna. Gli esploratori europei arrivarono nelle Indie Occidentali attirati dalla legenda di El Dorado, una città costruita con l’oro. Ironicamente, le alte piante che Colombo portò nei Caraibi nel 1493, lo zucchero e il rum prodotti dalla canna da zucchero, ebbero un valore maggiore di tutto il metallo preso nel golfo caraibico.

All’inizio, i fusti delle canne da zucchero mature erano tagliate a mano nei campi e portate con carri trainati da buoi negli stabilimenti dove erano schiacciati e il succo bollito in una serie di pentole di rame progressivamente più piccole. Oggi le macine di pietra, i mulini a vento e gli edifici per la bollitura si possono vedere in ogni isola dei Caraibi.

Dopo la bollitura per qualche ora, il denso e scuro sciroppo veniva messo in pentole di argilla per raffreddarsi. La melassa, il pesante liquido nero che non cristallizza, era separato dallo zucchero cristallizzato, aprendo un buco nella base della pentola. Dopo circa una settimana lo pentola di zucchero veniva rotta e lo zucchero scuro chiamato “muscovado” veniva raccolto.

Nel 17° secolo, centinaia di lavorazioni di zucchero comparvero nel panorama delle isole, e vicino ogni piantagione una pentola di rame produceva alcol dalla scrematura fermentata e dalla melassa. La melassa veniva scaldata e i vapori ricchi di alcol condensati per ottenere quello che Robert Lignon nel 1651 descriveva come “…un caldo, disgustoso liquore…chiamato l’uccidi diavolo”.

La vendita del forte liquore ai marinai non solo portò soldi extra ai coltivatori, ma soprattutto, attraeva una presenza navale che faceva da deterrente per i pirati che girovagavano nell’area. Quando il parlamento Britannico nel 1687 finalmente fece del rum una parte ufficiale della razione giornaliera del marinaio, generazioni di marinai e coltivatori avevano già coronato l’improbabile matrimonio tra la Royal Navy ed i coltivatori di canne da zucchero. Nel 1775,  una tonnellata di zucchero proveniente da Nevis valeva più di 15.000 euro di oggi. Lo zucchero era il re!

Durante  i due secoli seguenti, il processo di produzione della zuccherò è stato meccanizzato con l’introduzione di centrifughe e filtri migliori. Con la migliore tecnica di produzione, la quantità di zucchero fermentato nel liquido nero è diminuta, mentre la concentrazione di minerali come zolfo e ferro aumentata. Oggi, molti rum sono prodotti da melasse fermentate di importazione ma i distillatori ancora sono soliti discutere della qualità della canna da zucchero.

Rum Time

Il Rum, ron in spagnolo e rhum in francese, è ormai il distillato più richiesto in Italia, ideale per la creazione di cocktail e per essere degustato in purezza.


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